Le origini del Cannonau sono state per molto tempo avvolte nel mistero : teoria più diffusa l’importazione nell’Isola del vitigno da parte degli Spagnoli nel periodo della dominazione della Sardegna o ancora l’importazione da parte dei Fenici e di altri popoli navigatori del Mediterraneo dalle zone della Mesopotamia e del Caucaso.
Studi più recenti dimostrano che all’arrivo dei Fenici la popolazione isolana coltivava già il Cannonau e produceva il Vino, grazie al ritrovamento di resti databili a più di 3000 anni fa e sostenendo le origini autoctone del vitigno. Tuttavia diversi esperti stanno procedendo a verifiche più approfondite per stabilire esattamente cosa successe qualche millennio fa e da quanto tempo i popoli della Sardegna producono il Vino Cannonau, frutto dell’omonimo uvaggio.
Il Cannonau presenta diversi punti in comune con la Garnacha spagnola e con la Grenache francese, oltre che con il vitigno Alicante spagnolo e il Tocai Rosso del Veneto.
Il Cannonau di Sardegna DOC viene quindi prodotto in tutta l’Isola, esistono varie sottozone per le quali citiamo Nepente di Oliena (al centro della Sardegna, in provincia di Nuoro), Jerzu (costa centro/est dell’Isola) e Capo Ferrato (estremo sud/est dei confini regionali).
Uvaggio che si adatta a diversi territori, il Cannonau presenta diversi “caratteri” a seconda della zona di produzione : in zona montuosa le sue bacche saranno più grosse a causa dell’altezza del vitigno e della maggiore distanza dal mare, con toni più accesi e una gradazione alcolica più percepibile al palato mentre nelle zone collinose e costiere ritroveremo maggiori profumi delicati e sapidità.
Tratti in comune su tutte le varianti sono i sentori di frutta rossa dolce, il calore e la rotondità in bocca con un corpo che ne alimenta la persistenza. Vino che ben si presta all’invecchiamento ampliando i sentori sia all’olfatto che al gusto e virando il proprio colore dal rosso leggermente scarico a toni aranciati.
Vitigno vigoroso che ha una media produzione, può essere vinificato anche in rosato e in bianco (nonostante la bacca rossa) attraverso le tecniche di lavorazione in cantina e nelle varianti liquorosa e passito, nonché classico e riserva.
Nella maggior parte dei casi viene utilizzato in purezza per la produzione di vini fermi, spesso il Cannonau è impiegato in percentuale inferiore per la creazione di particolari blend tra cui uno dei più importanti è il Mandrolisai, che vede una percentuale di Cannonau vinificata assieme al Monica e al Muristellu (detto anche Bovaleddu o Bovale Sardo) e che trova massima espressione nei territori calcarei e in parte sabbiosi al centro dell’Isola.