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CLASSIFICAZIONE DEI VINI IN ITALIA

Il Vino in Italia viene sottoposto ad una primaria classificazione relativa in primis ai territori legati alla produzione attraverso l’ente O.C.M. (Organizzazione Comune di Mercato).

E’ stato istituito un sistema “piramidale” (dal 2008 identico al sistema europeo) che parte dalla base sino ad arrivare all’eccellenza :

 

  • VINO GENERICO (ex vino da tavola)

Vini senza indicazione territoriale, di vitigno (espressamente vietato!) e di annata

 

  • VINI VARIETALI E/O DI ANNATA

Vini senza indicazione territoriale ma che precisano in modo facoltativo il vitigno e/o l’annata

 

  • VINI AD INDICAZIONE GEOGRAFICA TIPICA (IGT – in Europa indicazione geografica protetta IGP)

Vini con indicazione territoriale e uvaggi identitari della località specifica nella misura minima dell’85% e sviluppo degli stessi in loco. 

Resa per ettaro limitata, specifica resa delle uve in vino e minima gradazione alcolica naturale.

Possono essere utilizzati gli uvaggi iscritti al Registro Nazionale delle varietà della vite e/o ibridi tra Vitis Vinifera e specie americane o asiatiche. Vitigno e annata possono essere indicati in modo facoltativo.

 

  • VINI A DENOMINAZIONE DI ORIGINE CONTROLLATA (DOC – in Europa di origine protetta DOP)

Vini con indicazione territoriale e con uvaggi identitari della località specifica sottoposti a disciplinare più rigido rispetto a IGT relativamente a resa per ettaro, produzione vino e minima gradazione alcolica naturale.

Lo sviluppo degli stessi è previsto in loco con esame chimico-fisico ed organolettico durante la produzione.

Vitigno da indicare in modo facoltativo, annata da indicare in modo obbligatorio.

Un vino può essere riconosciuto come DOC seguito almeno 5 anni di produzione IGT.

 

  • VINI A DENOMINAZIONE DI ORIGINE CONTROLLATA GARANTITA (DOCG – in Europa di origine protetta DOP)

Vini con indicazione territoriale e con uvaggi identitari della località specifica sottoposti a disciplinare più rigido rispetto a DOC relativamente a resa per ettaro, produzione vino e minima gradazione alcolica naturale.

Lo sviluppo degli stessi è previsto in loco con esame chimico-fisico ed organolettico durante la produzione e l’imbottigliamento; viene in seguito applicato sul collo delle bottiglie un tagliando rilasciato direttamente dallo Stato con un particolare numero di lotto e la dicitura DOCG.

Vitigno da indicare in modo facoltativo, annata da indicare in modo obbligatorio.

Un vino può essere riconosciuto come DOCG seguito almeno 10 anni di produzione DOC ed essere ritenuto come fortemente di pregio ed identitario relativamente a qualità e zona storica di produzione.

 

Le DOP a loro volta possono essere suddivise in :

 

  • Classico (relativamente a storicità e prestigio del vino prodotto)
  • Riserva (disciplinato per invecchiamento a seconda di vini bianchi o rossi)
  • Superiore (relativamente ad un’ulteriore diminuzione della resa per ettaro con aumento di qualità e gradazione alcolica)

E in Sardegna?

L’Isola vanta la presenza di 15 IGT, 17 DOC e una sola DOCG; le IGT e le DOC sono presenti in tutti i territori regionali, l’unica DOCG è rappresentata dal Vermentino di Gallura (collocata a Nord/Est).

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