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IL VINO SPUMANTE

In Sardegna la produzione di vini spumantizzati sta subendo un incremento quantitativo e qualitativo notevole rispetto agli scorsi anni.

Diversi produttori hanno deciso di aggiungere al proprio palmarès un’alternativa, sempre più di moda, partendo da un vino base e trasformandolo in “bollicina”.

La spumantizzazione nei vini consiste nell’aggiunta di anidride carbonica e zuccheri che innescano una reazione chimica capace di rendere il vino “sparkly”.

Ci sono diversi metodi di spumantizzazione per i vini: in entrambi i casi si parte da un “vino base” che viene “trattato” in modo opportuno al raggiungimento del risultato finale.

METODO CLASSICO O CHAMPENOISE

Al vino base viene aggiunto il “liqueur de tirage” (direttamente in bottiglia), una miscela di zuccheri che consente al vino di aumentare la propria capacità zuccherina e innescare una nuova fermentazione. Successivamente la bottiglia viene tappata e lasciata riposare per effettuare la PRESA DI SPUMA, ossia la formazione di anidride carbonica; a seguire il posizionamento nella “pupitres”, scaffali con dei fori appositi dove viene inserito il collo della bottiglia, a intervalli regolari le stesse verranno posizionate nel foro successivo atto a cambiarne l’inclinazione. Il “remuage” conseguente consiste nel ruotare la bottiglia per far depositare i lieviti esausti. Ultime fasi sono il congelamento e l’espulsione dei lieviti esausti, l’aggiunta del “liqueur d’expedition” e la tappatura definitiva della bottiglia.

METODO CHARMAT O MARTINOTTI

Con questo metodo può essere composta una cuvée di vini base alla quale viene aggiunta una composizione di zuccheri, sali minerali e lieviti selezionati. Avviene quindi l’inserimento in autoclave, che porta la pressione a circa 3.5 bar. Ne conseguono la presa di spuma, il travaso e la refrigerazione di quanto ottenuto, a seguire la filtrazione e l’imbottigliamento isobarico. Il metodo Charmat viene perlopiù utilizzato per la produzione di vini spumanti “pronta beva”, garantendo la spumantizzazione in un lasso di tempo molto inferiore rispetto al metodo Classico.

METODO ANCESTRALE O TRADIZIONALE

Il metodo Ancestrale vede la produzione di vini spumante attraverso la rifermentazione direttamente in bottiglia. Prima di tutto viene eseguita una pressatura soffice delle uve in modo da conservare i lieviti autoctoni sulle bucce. Segue la fermentazione in contenitori d’acciaio a temperatura controllata, la quale viene poi abbassata per impedire il termine della fermentazione e garantire quindi un notevole residuo zuccherino. Avviene quindi il travaso in bottiglia, dove la fermentazione viene completata creando le tipiche “bollicine” date dall’anidride carbonica formatasi.

TIPOLOGIE  

  • Pas dosé o Dosaggio zero (ultra secco, solo dolcezza originaria dell’uva) con residuo zuccherino <3g/L
  • Extra brut (molto secco) con residuo zuccherino <6g/L
  • Brut (secco) con residuo zuccherino <12g/L
  • Extra dry (secco ma “ammorbidito”) con residuo zuccherino 12-17g/L
  • Dry (abboccato) con residuo zuccherino 18-32g/L
  • Demi sec (amabile) con residuo zuccherino 18-32g/L
  • Dolce o Doux con residuo zuccherino >50g/L

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